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PSR 2014 - 2020: Misura 1.2 - Progetto Dimostrativo

PSR 2014 - 2020: Misura 1.2 - Progetto Dimostrativo "Legno che tiene" - Confagricoltura Liguria verso una gestione forestale rispettosa dell'ambiente e redditizia per le imprese forestali

Rural 4.0
L'assetto idrogeologico del territorio ligure è notoriamente in condizioni di degrado e la ripetitività di eventi meteorici intensi negli ultimi anni ha contribuito ad accentuare tale fenomeno, con esiti devastanti sia nei tratti costieri, sia, soprattutto, nell’entroterra e nelle porzioni montane del nostro territorio.
L’erogazione di fondi pubblici, quando esistenti, è rivolta soprattutto alla sistemazione delle problematiche idrauliche ed urbanistiche dei tratti terminali dei corsi d’acqua, trascurando l’importanza che la corretta gestione delle porzioni montane dei bacini idrografici svolge nella regolazione e nel rallentamento della velocità dell’acqua, a partire dai crinali e dagli alti versanti.
 
In queste aree, nello stesso tempo si è assistito ad una riduzione della gestione attiva del territorio, che ha incrementato le problematiche concernenti il rischio idrogeologico.
La gestione dei suoli e la permeabilità del territorio costituiscono temi di primaria importanza, affidati alla copertura vegetazionale ed all’uso del suolo, materie strettamente legate alla gestione attiva dell’uomo.
 
Spesso il dissesto idrogeologico di un territorio è determinato dalla presenza di fenomeni franosi e/o da reticoli idrografici di rilevante importanza, ma spesso è condizionato da eventi di medie e piccole dimensioni, ma diffusi sul territorio: molto spesso tali elementi, seppur piccoli, vengono trascurati per tempi lunghi, fino ad innescare problematiche ben più gravi, se la prontezza degli interventi si fosse programmata e realizzata con sollecitudine.
 
Mentre nel primo caso è spesso necessario affidarsi a progetti di grandi opere e ad ingenti finanziamenti pubblici, nel secondo caso, senza escludere la necessità di accedere a risorse pubbliche, è possibile intervenire con buone pratiche e piccoli interventi, in grado comunque di fornire un effetto cumulativo molto significativo sulla stabilità dei versanti e sulla regimazione delle piene e in definitiva sul mantenimento dell'assetto normale del territorio.
Inoltre, le variazioni climatiche avvenute negli ultimi decenni fanno vedere la necessità di maggiori conoscenze e capacità tecniche, da parte dei gestori e proprietari del territorio, per valutare, affrontare e risolvere le problematiche legate al dissesto idrogeologico e al mantenimento del territorio. 

Il presente progetto dimostrativo intende costituire un contributo all’opportunità di introdurre forme di gestione sostenibile del territorio montano regionale, tenuto conto delle condizioni socio-ecologiche che lo caratterizzano in maniera differenziata. In particolare, si assume una prospettiva territoriale al tema/problema, con l’intento di promuovere lo sviluppo di proposte operative innovative, in grado di affrontare una tematiche di importanza critica per il contesto regionale: la necessità di gestire i problemi territoriali connessi coi fenomeni di dissesto.

Al di là delle differenze provinciali, tutto il territorio regionale è accomunato dalla presenza più o meno estesa di fenomeni di “dissesto idrogeologico”, ovvero di frane, smottamenti, crolli in roccia, disordine idrologico.

A tale proposito non è affatto irrilevante sottolineare come tali caratteristiche incidano in maniera sostanziale anche sulla “vivibilità” sociale ed economica dei territori, in quanto negli spazi più instabili è certamente più complicato e costoso salvaguardare gli edificati e realizzare e manutenere le infrastrutture.

L’entroterra del genovesato è particolarmente vulnerabile ai rischi derivanti da fenomeni meteorologici intensi e di breve durata, che stanno caratterizzando in maniera negativa, l’andamento climatico della nostra regione, e che hanno portato a fenomeni di gravi dimensioni quali alluvioni di intensa entità, tanto da mostrare fenomeni erosivi che spesso evolvono in movimenti franosi, con grave danni alla viabilità ed alla sicurezza di persone e cose.

La vulnerabilità del territorio è spesso aggravata da una gestione inadeguata dei suoli e dalla scarsa o assente manutenzione di canali di scolo, letti di fiumi e torrenti, dei fondi rustici.

In genere, le acque superficiali non adeguatamente regimate e convogliate, in occasione di precipitazioni intense defluiscono disordinatamente, trasportando e determinando disagi e situazioni potenzialmente pericolose

Da qui discendono i seguenti obiettivi generali.

Il progetto dimostrativo ha lo scopo primario (obiettivo generale) di divulgare disposizioni generali inerenti le sistemazioni agrarie su terreni sia stabili che instabili, la manutenzione di fossi stradali e di deflusso delle acque nonché le prescrizioni, i divieti e le indicazioni sulla vigilanza e le sanzioni in caso di inosservanza.

Gli obiettivi specifici sono i seguenti:

•             la garanzia del corretto deflusso e smaltimento delle acque mediante la realizzazione e manutenzione di idonee reti di regimazione;

•             l’adozione di accorgimenti atti a limitare l'erosione del suolo, specie per quanto riguarda la coltivazione dei fondi agricoli;

•             il corretto convogliamento degli scarichi di acque meteoriche superficiali verso tombinamenti, fossi stradali o nella rete idrografica naturale e comunque l’allontanamento controllato.

Il progetto approfondirà le pratiche di maggior rilievo e interesse sulla gestione e valorizzazione economica ed ambientale dei “servizi ecosistemici”, tanto a livello locale che regionale.

Potenziali destinatari:

l'intervento dimostrativo proposto riguarda la reale esigenza di migliorare la salvaguardia del territorio e delle foreste sia l’introduzione di innovative tecniche di manutenzione e resa produttiva delle foreste adeguandole alle più moderne conoscenze.

Per questi motivi, i principali destinatari saranno:

•             gli imprenditori forestali ed agricoli, singoli o associati con particolare riferimento agli operatori del settore forestale in genere;

•             i proprietari di fondi;

•             gli Enti Parco ed in generale le strutture pubbliche coinvolte o coinvolgibili in queste tematiche;

•             i produttori di opere di difesa attiva del suolo e gli operatori della manutenzione del verde.

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